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Premio Marco Polo 2011 ad Edulife
Dal Sud America alla Cina e all’India, il crescente successo di un nuovo modello di sviluppo. Dopo l’affermazione in Italia, oggi il 40% del fatturato deriva dalle attività internazionali.
C’è anche Edulife SpA, società veronese attiva dal 1991 nel campo dell’innovazione della didattica (nata nel mondo salesiano, oggi opera in partnership fra no profit e soci industriali, tra i quali il Banco Popolare), tra le aziende venete che hanno ricevuto il premio regionale Marco Polo, voluto dall’Unioncamere e dal Centro Estero delle Camere di Commercio e giunto alla 23a edizione. Il riconoscimento, dedicato alle imprese che si sono più distinte nel campo dell’internazionalizzazione, è stato consegnato venerdì 18 novembre a Vicenza.
“Noi non esportiamo prodotti, ma formazione e cultura: operiamo sul mercato internazionale da dieci anni e ci consideriamo una struttura di supporto per le aziende – spiega Antonello Vedovato, presidente di Edulife SpA –. Il nostro compito è innovare i modelli di insegnamento partendo dalle scuole per arrivare fino all’area del business, come una vera e propria “multinazionale dell’educazione”: un ruolo che ci sta dando crescenti soddisfazioni, visto che il 40% del nostro fatturato oggi deriva da attività svolte all’estero”.
Edulife SpA mosse i primi passi per iniziativa di un gruppo di ex insegnanti dell’Istituto San Zeno, convinti che le tecnologie avrebbero avuto un ruolo chiave nell’innovazione didattica. Agli albori di internet lanciò una piattaforma pionieristica per la formazione a distanza, sviluppando metodi e processi per studenti e docenti. In seguito iniziò a operare sul mercato con il sostegno di partner industriali e finanziari, sia pure mantenendo stretti legami con il mondo salesiano: un percorso che prosegue tuttora, incrociando un metodo di business vincente con un’economia più etica e rispettosa dei valori. Un sistema educativo attento alle innovazioni ma anche consapevole che un’organizzazione non si evolve se non è incentrata sulla persona.
Oggi Edulife esporta con la propria “Catena del Valore” un modello che racchiude tre grandi sfide: governare le innovazioni, interpretare le metodologie didattiche a fronte delle nuove tecnologie di comunicazione, sviluppare nuove forme di comunicazione confrontandosi con il mondo digitale. E che non sia un modello astratto lo confermano i partner che hanno adottato questa prassi didattica: a Verona, Edulife supporta la gestione delle risorse umane e la formazione online del Banco Popolare, del Gruppo Riello, dell’Università e di Cattolica Assicurazioni. Affianca inoltre VeronaFiere e Unione Italiana Vini per la promozione enologica.
Per sostenere la formazione e l’educazione delle persone, a primavera Edulife ha dato vita a una Fondazione che si confronta con le istituzioni, ponendosi come centro di ricerca sugli strumenti didattici, serbatoio di pensiero ed ente di fund raising, con l’obiettivo di favorire e diffondere le opere educative. Ma è lo sviluppo nel mondo il vero fiore all’occhiello di Edulife.
Dai primi progetti di avviati nel 2003, oggi la società è arrivata a operare come sostegno a 200 tra centri di formazione professionale, scuole, università e iniziative di solidarietà internazionale. Dal 2006 supporta una rete di 2000 docenti in 22 università del Sud America e guarda anche all’India. Oggi però sta rivolgendo la sua attenzione e i suoi sforzi soprattutto verso la Cina, realtà e mercato tra i più vivaci e interessanti per le imprese italiane, dove ha aperto una sede e mantiene una presenza fissa con uno staff che promuove servizi e partnership con le imprese italiane. “Marco Polo non era solo un commerciante, era arrivato in Cina sulla Via della Seta spinto dall’amore per la conoscenza, come noi siamo spinti dall’amore per la formazione – conclude Vedovato –. In futuro vorremmo sviluppare un progetto grazie al quale giovani e adulti di Italia e Cina possano scambiarsi corsi di lingue e commercio, esperienze e buone pratiche, per “esportare” sempre più educazione e competenze”. |