Atlante di Pedagogia del Lavoro

Un incontro per discutere del lavoro che cambia

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Atlante di Pedagogia del Lavoro

“Non sarà solo il lavoro a cambiare, ma anche i luoghi del lavoro”. Con queste parole Antonello Vedovato, presidente di Fondazione Edulife, ha introdotto l’incontro di presentazione del volume “Atlante di Pedagogia del lavoro”, un’occasione di confronto tra imprenditori, giovani studenti e rappresentanti dell’orientamento scolastico.

Il volume, a cura di Giuditta Alessandrini, docente di Pedagogia generale, del lavoro e delle risorse umane presso l’Università Roma Tre e realizzato con il contributo di autori tra i più rappresentativi della disciplina a livello nazionale e internazionale, ha l’ambizione di essere una “cartina geografica” utile a delineare e identificare le nuove rotte del lavoro. Una geografia nella quale si stanno delineando modifiche sempre più sostanziali che sono il risultato di una spinta data dalla presenza dirompente di tecnologie sempre nuove e che si impongono in maniera sempre più rapida e, nel peggiore dei casi, incontrollabile. La docente, ospite dell’incontro, ha posto l’attenzione sulla necessità di mappare nuovamente i luoghi del lavoro, come per un atlante geografico che ha bisogno di nuove rotte. Questo è possibile solo uscendo fuori, esplorando, perché come ribadito dalla professoressa Alessandrini, “le idee nascono solo nel momento in cui interagisci con qualcuno”. Un valore umano del lavoro dunque.

Di “uscire fuori” ha parlato anche Carlo Alberto Tenchini, direttore Marketing di Sharp Italia. “Per fare vera innovazione bisogna uscire dall’azienda, incontrare le persone” il suo commento durante l’incontro. È accaduto proprio così con Sharp e il Workplace of the Future, che ha portato al 311 Verona i propri manager avviando un confronto alla pari con i giovani ragazzi, i “Millennials”, creando un linguaggio comune in un workshop di interazione e collaborazione che ha prodotto come risultato finale la creazione di valore in termini di innovazione e maturazione. Il 311 è stato così un luogo “trasformativo” per Sharp, azienda produttrice di esperienze tecnologiche.

“Perseveranza, relazioni e fiducia nelle relazioni” sono le parole chiave scelte da Paolo Errico, ospite dell’incontro, presidente di Confindustria Veneto per la Piccola e Media Impresa e CEO di Maxfone, azienda che opera nel settore dell’innovazione tecnologica e dell’IoT che con SocialMeter Analysis ha ottenuto il primo brevetto Made in Italy per il monitoraggio e l’analisi dei Big Data provenienti dal web. Un’eccellenza del territorio che ha in sé una capacità di visione che si muove oltre i confini nazionali, vista anche la recente collaborazione con la Texas State University di Austin, che si pone l’obiettivo di implementare nuovi algoritmi per il riconoscimento di immagini e per la cosiddetta “sentiment analysis”.

Spazio all’innovazione con l’intervento degli studenti dell’ITS Academy Last che hanno presentato il loro progetto di Industria 4.0 per la realizzazione di una catena del freddo controllata e monitorata con tecnologie di ultima generazione. I ragazzi hanno presentato i momenti salienti che hanno portato al risultato finale, a cominciare dall’empatia passando per la definizione, l’ideazione, la prototipazione e la fase di testing. Un vero e proprio lavoro di squadra, che ha visto nel pensiero creativo e nella contaminazione di competenze la sua massima espressione.

Si è parlato infine di orientamento con Lisa Conforto, direttrice del COSP Verona, Comitato per l’Orientamento Scolastico e Professionale, che ha preso parte all’incontro portando la propria esperienza di rete territoriale per l’orientamento. Il COSP rappresenta un punto di congiunzione tra tutti gli “attori” che intervengono a formare e orientare studenti, lavoratori, docenti, famiglie e adulti.

La conclusione dei lavori è stata affidata a Umberto Margiotta, pedagogista e professore ordinario di Pedagogia Generale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che si è soffermato sulla dimensione formativa e trasformativa che il 311 Verona assume, specialmente per le giovani generazioni. È necessario, in questo scenario, costruire e formare nuove leadership che siano in grado di navigare nel mare del cambiamento. Il professor Margiotta ha spronato i ragazzi ad essere leader di loro stessi.

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